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In data 19 luglio 2019, in Roma, è stato stipulato tra la Procura della Repubblica di Milano (in persona del Procuratore Francesco Greco) e la Banca d’Italia (in persona del Governatore Ignazio Visco) un “PROTOCOLLO D’INTESA”, tra l’altro, “tenuto conto che la sinergia con l’Autorità giudiziaria si è rivelata fondamentale per la Banca d’Italia in aree cruciali quali la tutela del risparmio, la prevenzione e il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e il corretto svolgimento dei rapporti tra banche e clienti, consentendo anche di orientare in modo più efficiente l’attività di vigilanza sugli intermediari; considerata la necessità di massimizzare il grado di efficienza complessiva delle misure volte alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di criminalità economica e finanziaria, anche in considerazione dei rischi che tali fenomeni possono determinare per la stabilità del sistema bancario e finanziario”, al fine di individuare “modalità volte ad assicurare la più ampia ed effettiva collaborazione al fine di agevolare le rispettive funzioni, tenuto conto delle attribuzioni di ciascuna”.

In particolare, all’art. 3 (richieste informative della Procura) è previsto lo scambio di informazioni e comunicazioni (per la Procura, con l’indicazione dei limiti consentiti dal segreto istruttorio); all’art. 4 (nucleo permanente) è prevista la costituzione, presso la sede di Milano della Banca d’Italia, di un nucleo permanente, costituito da dipendenti dell’Istituto, quale supporto collaborativo dell’autorità giudiziaria.

E’ evidente che tale protocollo, se, da un lato, rende auspicabile il miglioramento delle attività investigative in tema di riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o altre proprietà di provenienza illecita (anche in ordine alle finalità di finanziamento del terrorismo), dall’altro, presenta profili di criticità ove si pensi alle già denunziate lacune, in particolare da organi di stampa, in ordine all’espletamento degli istituzionali compiti di vigilanza della Banca d’Italia nelle recenti vicende coinvolgenti le banche popolari venete (in data 3/4/2017 Massimo Giannini ha, ad esempio, scritto su Affari & Finanza, “non è colpa solo della Grande Recessione se l’Italia con il suo 18% di crediti deteriorati lordi rispetto agli impieghi del sistema bancario resta la maglia nera d’Europa. Il processo alla vigilanza parte dallo scarso controllo sull’operato dei manager istituiti, fino alle informazioni fuorvianti fornite a soci e obbligazionisti. Mps, Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Etruria, Carife, Banca Marche e Carichieti, e poi Cassa di Cesena Rimini e Popolare di Bari. La lista delle banche in difficoltà è lunga e molte di quelle salvate sono ancora sommerse. Se dopo 30 miliardi di ricapitalizzazioni dilapidate solo per quella sporca dozzina e uno scudo da 20 miliardi creato a fine 2016, gli analisti stimano un ulteriore fabbisogno di capitali tra 40 e 55 miliardi, vuol dire che nella politica qualcosa non ha funzionato. Solo nel triangolo delle Bermuda Mps-Popolare Vicenza-Veneto Banca sono scomparsi 65 miliardi di depositi in 5 anni e un milione e mezzo di risparmiatori ci ha rimesso quasi 15 miliardi”.

C’è da chiedersi, in definitiva, se tale Protocollo d’intesa non dia luogo a una sorta di “tolleranza”, se non impunità nei confronti di quanti, nell’ambito di Banca d’Italia (che conserva formalmente la sua natura di istituto di diritto pubblico, anche se in parte privatizzata a seguito della legge n. 5/2014) hanno consentito, con probabili responsabilità penali da accertare mediante rigorose indagini, l’integrale azzeramento dei risparmi di azionisti e obbligazionisti, in particolare delle banche venete, non accorgendosi, tra l’altro, delle falle nel sistema di acquisizione, da parte di Mps, di Banca 121 e Antoveneta.

Bruno Spagna Musso

Scarica>> protocollo-bancaditalia-procura-milano

3 Commenti

  1. Si legga le carte della sentenza di omologa del concordato fallimentare di banca mb spa
    estorsione di stato e banchieri privati con supini i magistrati.
    La procedura di risoluzione bancaria europea, le dichiarazioni di alcuni sostituti procuratori di Milano in merito alla non perseguibile azione sull’usura bancaria.

  2. Purtroppo penso prorio di s!
    L’intesa legalizza l’impunità processuale già formalmente concessa dala procura di milano agli organi di vigilanza

  3. Il punto è se i Tribunali vorranno o no accertare la perdurante pratica di falsificazione sistematica dei bilanci rispetto alla creazione monetaria tramite la creazione di depositi dal nulla, ormai ammessa anche a livello di Banca Mondiale dal 2018, con cui in Italia mille miliardi all’anno vengono creati senza alcuna imposizione fiscale e contabilizzazione dei relativi profitti. Si veda: The “accounting view” of money: money as equity (Part I)
    http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-i
    The “accounting view” of money: money as equity (Part II)
    http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-ii
    The “accounting view” of money: money as equity (Part III)
    http://blogs.worldbank.org/allaboutfinance/accounting-view-money-money-equity-part-iii

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